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Personaggi Storici

GJERGJ FISHTA

E’ nato a Fishta, in un piccolo villaggio della Zadrima, il 23 ottobre 1871. All’eta’ di 6 anni va al Seminario Francescano di Scutari. Al 1880, inizia gli studi alla scuola di Troshan. A questo periodo e’ uscito fuori il suo talento per la poesia. Al 1886 va a studiare a Bosnia.

Fishta viene formato profesionalmente al tempo del Rinascimento, e per questo viene considerato come uno dei successori piu autentici del periodo del rinascimento, essprimendo gli ideali patriottici e democratici. Nel 1902 viene nominato direttore della scuola francescana a Scutari, fino ad allora diretta da i chierici stranieri. Subito dopo lui inserisce la lingua albanese come base di studio.

Nel 1904 pubblica le prime canzoni del capolavoro della poesia epica Albanese, “Lahuta e Malësisë”. Nel 1907 pubblica la sintesi satirica “Anzat e Parnasit”, nel 1909 la sintesi lirica “Pika voëset” e nel 1913 “Mrizi i Zanave”.

Nel 1908 partecipa al Congresso del Monastero come rappresentante dell’associazione “Bashkimi”. Dopo viene scelto Presidente del Congresso e dirige i lavori della Commissione per l’alfabeto.
Per le sue attivita’ poetiche, educative, patriottiche e religiose, Gjergj Fishta riceve diversi riconoscimenti. Nel 1931 la Grecia li conferisce il premio “Foenix”. Nel 1939 viene scelto membro dell’Accademia Italiana.
E morto a Scutari il 30 dicembre 1940.

NDRE  MJEDA

Ndre Mjeda e’ nato a Scutari nel 20 novembre 1866, in una povera famiglia, proveniente dal villaggio di Mjede. Segue i primi studi a Scutari, e poi dopo va a studiare all’estero per i studi teologici. Al inizio insegna religione in una scuola Croata. Espulso dall’Ordine dei Gesuiti per disobbedienza, Ndre Mjeda torna nel suo paese, e a questo periodo viene coinvolto al movimento patriottico.

Mjeda inizia da giovane la sua attivita’ poetica. Nel 1887 scrive la Poema romanticha “Vaji i bylbylit”. Da quel tempo, fino al 1917, lui scrive ma non pubblica niente.

Le opere piu importanti poetiche sono: “Liria” (1910-1911), “Andrra e jetës”, “Scodra”, “Lissus”, ecc.

Passa gli ultimi anni a Scutari insegnando la lingua Albanese, citta’ nella quale muore.

 

FRANG BARDHI

 (1606-1643)

Frang Bardhi e’ nato in uno dei villaggi della Zadrima. Per moltissimi anni, lungo la strada  di Vau Dejes – Lezhe, c’era un piccolo obelisco, che ti tirava l’atenzione, che a questo villaggio e’ nato Frang Bardhi.

Bardhi ha studiato nel seminario di Loreto Italia. Nel 1635 viene nominato vescovo di Sapa.

Frang Bardhi ci ha lasciato in eredita’ due opere grandi, quella del “Vocabolario Latino-Albanese” e “L’apologia di Skenderbe”. La sua altra opera su Gjergj Kastrioti viene pubblicata a Venedik nel 1635.

Frang Bardhi, tramite le sue opere che ci ha lasciato rimarra’ per sempre una figura molto importante della cultura albanese del XVII secolo, oltre che una persona con una personalita’ forte e patriotica.

LEKE  ZAHARIA

Leke Zaharia era figlio di una famiglia principale molto importante del XIV secolo. Per protegersi dal invasione dell’impero turco, Zaharia viene crescuto da suo zio, studiando in una scuola militare a Napoli, Italia.

Nel tempo che l’impero turco stava preparando la guerra contro Huniad di Hungaria, Leke Zaharia torna a Danje e approfitando dalla situazione, lavora intenssamente per la preparazione del territorio per l’unione dei principi Albanesi a Ligen, Lezha. Leka era il proprietario, non solo dell’area della Zadrima ma anche della valle di Drin e di Buna.

Leka e’ stato uno dei sostenitori principali dell’Assemblea di Lezha nel 1444. Dopo il fidanzamento con la figlia del principe Leke Dushmani, tornando da Lezha, con il suo migliore amico, vengono uccisi all’agguato nel bosco di Kovinen, vicino a Blinisht. Nella cerimonia funebre ha partecipato anche  Gjergj Kastrioti.

PJETER  ZARISHI

Pjetër Zarishi (1806-1866) e’ nato a Blinisht, Zadrima. Ha finito la scuola  media superiore e l’universita a Roma, dove ha fatto anche la sua tesi di dottorato in filosofia e teologia. Dopo essere tornato al paese di nascita viene deluso dall’amministrazione locale d’Istambul che lavorava in Albania. Questa delusione ha ispirato la sua poesia, la qualle viene pubblicata a parte dopo la sua morte e che anche a questi giorni non e ancora intera. Dora d’Istria nel 1872 ha scritto che “Zarishi era un nostro contemporaneo, che ha fatto delle belle poesie in Albanese” mentre Zef Skiroi ha scritto: “Le forte poesie e le traduzioni meravigliose (di Zarishi)…sono destinate a fare una profonda impressione” (1918). Pjetër Zarishi e stato il primo poeta che ha scritto una poesia per l’Albania (“Kanga e Shqipnis”), il primo e forse l’ultimo che ci ha lasciato una poema sul cosmos (“Krijimi i rruzullimit”) strutturata in 13 suoni.

 

PJETER  GJONI

E’ nato a Blinisht, Zadrima, nel 03.11.1946. Ha fatto la scuola elementare a Blinisht, invece la scuole media superiore l’ha fatto a Scutari. Nel 1975 ha finito la Facoltà di Filologia in ramo di lingua e letteratura. All’inizio ha lavorato come operatore culturale, poi ha continuato il suo mestiere come insegnante di lingua albanese a Lezha. Nel 2005, dopo molti anni di lavoro con dedizione, pubblica la prima sintesi della storia del suo paese, “Datemi il nome di Zadrima”. Il libro l’ha scritto con molto amore e ispirazione. Questo gli ha datto un impulso per scrivere un altro libro  nel 2010, con tematica storica intitolato “Leke Zaharia”.

JAK ZEKAJ

Jak Zekaj e’ nato a  Baqël, un piccolo villaggio della Zadrima, al 13 luglio del 1906.  Da piccolo era distinto come un ragazzo molto sveglio e con molto talento. Sapeva scrivere e parlare perfettamente la lingua italiana, il latino, il greco antico, il tedesco, francese, serbo-croato, l’ebraico, il spagnolo, e un po di russo e inglese.

Dal mese di Agosto fino a Dicembre del 1932 lavora all’ambasciata vaticana. Nello stesso anno viene nominato sacerdote a Kryezi di Puka. Passa 14 anni sulle montagne di Puka, e durante questi anni propaga la parola di Dio e scrive diversi libri. In questo periodo scrive il suo capolavoro intitolato “Java e gjakut”, con 1864 pagine di manoscritto.

Nel periodo del comunismo anche lui, come molti altri clerici di Albania, viene arrestato. Dopo essere arrestato, viene imprigionato e condannato a due anni di carcere, con l’accusa di agitazione e propaganda. Dopo essere uscito dalla prigione, serve come prete in molti villaggi della Zadrima.

Dal 1967 fino 5 dicembre 1996, tempo in cui e’ morto, scrive e traduce diversi libri. Alcuni di questi autori tradotti sono: Eskili, Sofokliu, Euripidi, Theokriti, Vitorio Alfieri, Ugo Faskola, Hajne, Shekspir, Herodoti, Rousessau, Plutarku, Virgili, Ciceroni, Tomas Hobs, Charl Monteskje, Xhulio Ubertozzi, Volteri, Seneco, Dante Aligieri, ecc.

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GJON GAZULLI

 (Daniel Gazulli)

Gjon Gàzulli e stato uno dei personaggi piu notevoli della scienza Europea nel XV secolo.

Ha studiato a Ragusa, poi a Padova dove finisce anche l’universita nel 1428, e nel 1430 viene dottorato. Dopo il dottorato parte per una «missione» in Italia e Francia (missione di natura diplomatica). Passa alcuni anni in Ragusa, fino al 1439, tempo in cui riceve il Dipartimento di Matematica, sempre a Padova.

E stato proprio Gazulli quello che ha facilitato il ritorno al paese di molti Albanesi allo scopo di rafforzare la resistenza anti-ottomana. Ha continuato questa attivita’ tramite viaggi frequenti a Roma, Firenze, Siena, Lubiana, ecc.

Oltre che diplomatico, Gazulli era famoso per le sue conoscenze in astronomia. A Ragusa, dove passa la magior parte della sua vita, approfondisce le sue conoscenze  nel campo di astronomia.  Anche al giorno d’oggi, presso la Bibloteca di Ragusa, esistono alcune note critiche dell’astronomo viennese G. Purbah, sul suo lavoro piu importante, intitolato “Theorica novae planetaruum”.

A Ragusa, viene nominato dal “Consiglio degli anziani”, Rettore delle scuole di Ragusa. Qui e diventato un astronomo cosi famoso in tutta l’Europa, che il Re d’Ungheria attraverso una lettera inviata al Consiglio degli Anziani della Repubblica, lo supplica di andare al suo regno a condurre gli studi astronomici. Ma ormai Gazulli era vecchio per andare. Muore nel 1465.