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Conferenza, 12 Luglio 2012

COSPE (Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti, Ong italiana nata nel 1983 a Firenze) è presente in Albania dal 1998, con una specifica atten­zione per l’area di Scutari a sostegno dei processi di democratizzazione a fianco sia della società civile che dei processi di decentramento amministrativi. Nel 2008, COSPE ha avviato il progetto “Sostegno alle dinamiche di sviluppo locale nell’area rurale della Zadrima – Nord Albania” promosso con il contributo del MAE e che fa seguito ad altri interventi nell’area. Nel corso degli anni la presenza del Cospe ha contribuito a consolidare il processo di decen­tramento amministrativo nella regione della Zadrima in un’ottica di democrazia partecipativa, dedicando particolare attenzione alle politiche ambientali e di gestione territoriale.

L’area della Zadrima coinvolge diverse comunità rurali e municipalità nelle Regioni di Lezha e Scutari. Grazie a precedenti progetti e interventi del COSPE finanziati anche dal MAE, a partire dal 1998 è stato avviato in quest’area un percorso istituzionale innovativo e ambizioso, che ha portato 5 mu­nicipalità della Zadrima (inizialmente Blinisht, Bushat, Dajc, a cui si sono in seguito aggiunte Vau Deies e Hajmel) a consorziarsi per creare “l’Intercomunale della Zadrima”. La nascita di tale struttura, dotata oggi di riconoscimento istituzionale anche a livello nazionale, è stata accompagnata e favorita dal coinvolgimento del Circondario della Val di Cornia (associazionedi 5 comuni toscani insieme alla Provincia di Livorno), con cui l’Intercomunale della Zadrima è oggi gemellata. In particolare lo scambio continuo è con il sistema dei Parchi della Val di Cornia e con l’ASIU, l’azienda di gestione dei rifiuti della Val di Cornia.

Nell’ambito del progetto in corso, focalizzato sul­la gestione territoriale, la raccolta e la differen­ziazione di rifiuti, “l’Intercomunale della Zadrima” rappresenta una struttura di grandissima utilità, come sottolineano i sindaci dei Comuni coinvolti.

L’Intercomunale infatti ha permesso la gestio­ne efficace, razionale e sostenibile di un ser­vizio che sarebbe stato impensabile realizza­re su scala dei singoli comuni. Come risulta dalle numerose verifiche condotte in corso di progetto, la gestione Intercomunale risulta vantaggiosa e conveniente non solo per i Comuni più piccoli, ma anche per quelli più grandi e dotati di maggiori risorse, che riescono in questa cornice a ripartire in maniera più efficiente i costi del servizio.

Va inoltre osservato che l’Intercomunale della Zadrima, lavorando nell’ambito della gestione territoriale e delle politiche ambientali, è stata in grado di favorire sinergie di sviluppo locale altamente significative anche sul piano cultu­rale e sociale. L’attività di sensibilizzazione della popolazione al ciclo dei rifiuti, alla differenzia­zione e al compostaggio ha coinvolto non solo un team motivato di animatori comunitari, ma anche una serie di attori inizialmente non previ­sti, che hanno mostrato sorprendente sensibilità, interesse e desiderio di coinvolgimento nel per­corso progettuale. Sono così stati attivati per­corsi specifici nelle scuole pre­senti sul territorio, grazie all’aiuto di insegnanti, dirigenti scolastici e studenti, che sono sfociati nella formazione di un primo nucleo di un vero e proprio movi­mento locale di cittadinanza attiva impegna­to nella difesa dell’ambiente e del patrimonio locale: Zadrima Toka Jone, Zadrima Terra Nostra. Tali risultati testimoniano come il progetto sia riuscito a veicolare le tematiche delle politiche ambientali in un’ottica di reale democrazia partecipativa, capace di coinvolgere la società civile al di là dell’aspetto tecnico della raccolta dei rifiuti. Il progetto sembra essere stato in grado di articolare la sensibilità alle que­stioni ambientali declinandole con successo in tutta una serie di altri ambiti. Perché quando si parla di ambiente, è importante far capire che si parla altresì di territorio, di cultura, di saperi locali e quindi anche di storia, patrimonio e bellezza.

In un Paese come l’Albania, dove per ragioni storiche e sociali le istituzioni sono spesso sentite dalla cittadinanza come lontane, estranee, se non addirittura ostili, riuscire a veicolare l’idea che la responsabilità per la tutela dell’ambiente è una responsabilità pubblica e individuale insieme è un risultato di non poco conto. Altrettanto, in un contesto culturale ed economico caratterizzato dalla precarietà, dove prevale la dimensione del pre­sente, non era affatto scontato riuscire a tra­smettere il senso e il valore di concetti come “eco-so­stenibilità” e “cultura ambientale”, fortemente caratterizzati da una proiezione consapevole e responsabile verso il futuro e verso il prossimo (inteso anche come generazioni future).

In questo senso, far leva sul senso di legame con un territorio e con la sua cultura si è dimostrata una scelta vincente. Non è un caso, infatti, se proprio il territorio della Zadrima ospita il primo presidio Slow Food presente in Albania.

In definitiva, questo progetto risulta come una buona pratica meritevole di condivisione per tre ordini di ragioni:

L’EFFICIENZA SUL PIANO TECNICO della raccolta dei rifiuti, della partecipazione da parte di tutti gli attori e della sostenibilità economica.

IL COINVOLGIMENTO DELLA SOCIETÀ CIVILE in un ottica di democrazia partecipativa, incentrato sulla comprensione delle politiche ambientali in termini di cultura, patrimonio e responsabilità individuale e collettiva.

LA GOVERNANCE INCLUSIVA attraverso l’attivazione delle potenzialità di solidarietà e mutuo riconoscimento insite nel profilo istituzionale dell’Intercomunale della Zadrima.

In particolare, è lecito ritenere che quest’ultima dimensione (la cornice istituzionale dell’Inter­comunale) rappresenti la condizione di possibilità delle altre due. L’efficienza tecnica ed eco­nomica appare infatti debitoria nei confronti di una dimensione istituzionale in equilibrio fra sussidiarietà e mutualizzazione dei costi, da una parte, e opportuna vicinanza alle comunità e ai cittadini dall’altra. Similmente, il nesso logico fra ambiente, cultura e territorio appare più fonda­to laddove siano esaltati i legami di appartenenza fra diverse comunità che condividono una medesima area geografica (la valle del fiume Drin) e delle comuni radici storiche.

Tuttavia occorre osservare che per quanto il profilo istituzionale dell’Intercomunale goda ormai di riconoscimento formale e sostegno politico, sussistono ancora numerosi ostacoli finanziari, legislativi, istituzionali e pratici che impediscono a questa risorsa di dispiegare pienamente le sue straordinarie potenzialità. Difficoltà che hanno costellato l’intero percorso che ha condotto all’istituzione dell’Intercomu­nale della Zadrima, che non a caso infatti rimane ad oggi uno dei rari esempi concreti di questo tipo a livello nazionale.

La condivisione delle lezioni apprese e delle soluzioni adottate in questo specifico contesto potranno quindi costituire una buona pratica per tutti gli attori interessati a sostenere o creare progetti simili. D’altra parte, la presenza delle più alte autorità albanesi in materia di decen­tralizzazione, pianificazione territoriale e gestio­ne ambientale permetterà di promuovere il dibattito sulle criticità e le potenzialità di questo strumento, al fine di migliorarne le prestazioni e favorirne la diffusione a livello nazionale.